Da Bologna a Pesaro: il declino della didattica?

Il Comitato nazionale dei docenti AFAM inseriti nelle graduatorie nazionali ex lege 143/04 (CONAFAM143) riceve numerose segnalazioni circa l’ennesima insidia che appare all’orizzonte del nuovo anno accademico. Tale insidia è rappresentata dalla “sparizione” di ulteriori cattedre – dopo quelle congelate nell’indifferenza istituzionale e sindacale – che le istituzioni intendono “gestire” come vogliono. In materia di “reclutamento” i Consigli Accademici, seppur dotati di autonomia didattica, non possono “legiferare” e devono assolutamente attenersi alle disposizioni ministeriali.

Ho scritto al Ministro e, per conoscenza, ai vari uffici ministeriali competenti, una mail per segnalare il caso delle cattedre di Pedagogia Musicale (cattedre attive in organico, libere da titolarità di ruolo e istituzionalmente libere) dei Conservatori di Bologna e Pesaro che rischiano di “sparire” per effetto di dubbie decisioni dei Consigli Accademici. L’anarchia istituzionale che offusca la legalità danneggia tutti: docenti di ruolo che pian piano vedono privarsi di spazi professionali e docenti precari, precari “storici” che da un ventennio lavorano con continuità su cattedre libere e disponibili, che vengono privati del posto di lavoro da “manovre anarchiche” delle Istituzioni che bypassano ormai ogni regola!

Questo il testo inviato:

“Ill.mo Ministro Profumo,

Le chiedo un Suo intervento immediato in merito alla gestione delle cattedre in organico all’AFAM libere e disponibili ed in attesa di essere assegnate, con contratto a tempo determinato, in via prioritaria ai docenti inseriti nelle GaE, in subordine ai docenti inseriti nelle GN ex-lege 143/04 e, in subordine ancora, ai docenti inseriti nelle graduatorie di istituto.

In particolare viene segnalato il caso del Conservatorio di Bologna il cui Consiglio Accademico avrebbe recentemente deciso di non rendere disponibile la cattedra di Pedagogia Musicale (cattedra in organico, libera da titolarità “di ruolo” e regolarmente funzionante) per i contratti a tempo determinato optando per una assegnazione parziale delle ore a docenti individuati dall’istituzione.

Tale decisione appare non solo al di fuori della legalità definita dalle regole istituzionali per il reclutamento, ma lede in modo significativo il diritto dei docenti precari, inseriti nelle graduatorie nazionali e di istituto, ad ottenere un incarico annuale di insegnamento.

Un situazione analoga, sempre in riferimento alla cattedra di Pedagogia Musicale, ci viene segnalata al Conservatorio di Musica di Pesaro dove addirittura sembra che il Consiglio Accademico intenda stipulare, sulla cattedra in organico libera e disponibile,  un contratto di diritto privato con l’ex docente titolare appena andato in pensione.

Altri colleghi, di discipline diverse, segnalano un gran numero di situazioni simili.

Si intende in questa sede ribadire che le norme sul reclutamento dei docenti sono definite dal Ministero ed i Consigli Accademici, seppur dotati di autonomia didattica, devono attenersi a tali norme.

Le chiedo dunque di intervenire con vigore presso la Direzione generale AFAM affinché comunichi con chiarezza l’elenco delle cattedre in organico attive libere e disponibili per la stipula dei contratti a tempo determinato e richiami al rispetto delle norme ministeriali tutte le Istituzioni.

Entro la fine del mese di giugno 2012, il Ministero ha chiesto alle Istituzioni di segnalare eventuali modifiche all’organico. Sono state “permesse” quasi 170 conversioni di cattedra effettuate senza che la Direzione Generale AFAM indicasse dei “criteri” oggettivi per operare tali conversioni. Questa “operazione” incontrollata ha già sottratto posti di lavoro al precariato “storico” dell’AFAM.

Ora, nella latitanza anche delle organizzazioni sindacali, non permetteremo una nuova “sottrazione” dei posti di lavoro e ci stiamo organizzando per intraprendere, eventualmente, una azione collettiva di denuncia presso le sedi competenti.

Cordialmente.

Pietro Diambrini”

Ho inviato questa mail ai seguenti indirizzi:

[email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected]

Altri colleghi, precari e non, stanno “personalizzando” ed inviando la stessa mail.

Pietro Diambrini

4 pensieri su “Da Bologna a Pesaro: il declino della didattica?

  1. Scusa, ma a quale latitanza sindacale ti riferisci?…copio e incollo dal sito dell’UNIONE ARTISTI UNAMS

    Sempre in merito ai congelamenti
    Comunicato Stampa
    Rif. 055
    08-10-12

    L’Unione Artisti UNAMS ribadisce la sua assoluta contrarietà ai cosiddetti “congelamenti” ritenendoli illegali se non autentici abusi ai danni dei docenti titolari in mobilità e dei docenti in posizione di precariato. Detto questo , contestualmente il sindacato sottolinea la sua impossibilità ad intervenire ( come ovvio) nelle libere decisioni dei Consigli Accademici , tenuti a rispondere del loro operato solo ai docenti che li hanno eletti e non già al sindacato.

    Contestualmente appare altrettanto chiaro che, in democrazia, ognuno si regola secondo coscienza , principi morali nonché propri concetti di legalità, previo poi risponderne, in caso di accertati errori ( e come avviene per tutti i cittadini Italiani) presso la Magistratura contabile e amministrativa.

    D.L.

    • sindacato: difende gli interessi di categoria;
      “il sindacato sottolinea la sua impossibilità ad intervenire”: non è latitanza;
      Ergo,
      la pratica dei congelamenti non rientra negli interessi di categoria.
      Giusto?

      • La pratica dei congelamenti non rientra negli interessi di categoria? Ma di quale categoria si sta parlando? Il congelamento di una cattedra o l’indisponibiltà al trasferimento lede gravemente il diritto del docente di ruolo a trasferirsi su altra sede e lede il diritto del docente precario che aspira ad un contratto di insegnamento. LA CATEGORIA E’: “DOCENTI AFAM”.
        Se volete un esempio della “latitanza dei sindacati” siete subito serviti: 19 luglio 2011 accordo fra l’ARAN e i sindacati di categoria per la programmazione triennale di assunzioni a tempo indeterminato per il personale docente in attuazione dell’art. 9, comma 17, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 convertito, con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 e Decreto Interministeriale del 3 agosto 2011. Perché in quel piano non sono stati compresi anche i precari dell’Afam?
        Precariato Afam ex lege 143/04: siamo precari – iscritti ai vari sindacati di categoria – da quasi vent’anni e stiamo gradualmente perdendo il nostro posto di lavoro. Neanche questa è “materia sindacale”? Se i sindacati “non possono intervenire” è meglio che chiudano bottega!

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